Giornalismo dell’innovazione

di guido romeo

Thinking the Unthinkable

A Napoli, il 3 Dicembre, a cura dell'Associazione Pulitzer si è tenuto un'incontro sulle nuove frontiere del giornalismo articolato in due sessioni: due tavole rotonde con protagonisti locali, e nazionali, che stanno, con il loro operato, in qualche modo, creando un valore aggiunto alla ricerca, alla formazione e che stanno rendendo possibile la radicalizzazione di nuovi modelli di giornalismo attraverso l'uso degli strumenti che mette a disposizione il web e vari tentativi di sperimentazione di nuovi modelli di business.

 

Sono due anni oramai che il dibattito è incentrato sul "giornalismo dell'innovazione" e "sull'innovazione del giornalismo". 

Se, in un primo momento, si parlava di raccontare, descrivere l'innovazione che ci stava e che si stava sviluppando grazie al sempre più massiccio impiego delle tecnologie, oggi, sul piatto della bilancia, in egual misura e contemporaneamente, conquista sempre più spazio il dibattito sull'innovazione del giornalismo, ovvero: identificare quei processi di cambiamento e di approccio alla produzione dell'informazione verso l'utente finale.

Ecco che dopo Perugia, al Festival del Giornalismo, Roma, in Federazione, Milano nei vari appuntamenti e convegni, anche Napoli risponde in un evento che ha visto ai microfoni le diverse voci esistenti sul campo appartenenti sia al mondo classico del giornalismo sia a quello dei new media e sia alle figure ibride: coloro che, essendo freelance, si occupano sia di giornalismo che di comunicazione.

Alle varie disquisizioni affrontate, rimangono senza risposta certa, quasi come fossero dei ritornelli a tormentone, la tipologia dei modelli di business e l'andamento dell'evoluzione informativa.

Non manca all'appello la domanda: Carta Vs Web? Tv vs Web? O la perplessità su forme di nuova integrazione tra carta, tv, radio e agenzie che oggi confluiscono nel web intenso come aggregatore e piattaforma, ma che un domani potrebbe anche assumere, ruolo e valenza diversa da quello che noi tutti abbiamo imparato a conoscere.

Su You Tube, è possibile ripercorrere i vari momenti cruciali di questo tavolo di lavoro che ha affrontato la tematica in un'ottica g-locale.

Risorse: 

youcapital.it/ 

http://www.sentieridigitali.eu/2010/11/24/thinking-the-unthinkable-i-sentieri-del-giornalismo-iperlocale/

http://www.sentieridigitali.eu/2010/12/06/thinkingtheunthinkablephotostream/

http://www.youtube.com/user/NapoliUrbanBlog

francescaferraranewsmaker

Cosmo: l'occhio sull'Innovazione

 

Se Internet è l'Universo della tecnologia digitale, i suoi abitanti sono gli astri che vi si muovono al suo interno.  Ma Internet è solo l'ultimo media dove tutto può passare ed essere raccontato anche attraverso e da altri canali, proprio come in un Crossroads (http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/)

In quest'ottica della narrazione che non riguarda solo Internet, ma le Tecnologie, la Scienza e l'Innovazione, è nata da un'idea di  Gregorio Paolini Cosmo: siamo tutti una rete! (http://www.g-localchronicles.eu/2010/09/05/ieri-mediamente-oggi-cosmo-de-biase-e-la-sua-avventura-televisiva/)

Ieri sera la messa in onda della puntata pilota condotta da Luca De Biase (http://blog.debiase.com/). Due ore e una scaletta che ha visto tra le tematiche trattate, tra cui la robotica, i seguenti servizi:

I bambini di oggi, gli adulti di domani, vivranno meglio di noi?

I pericoli che possono derivare da fenomeni naturali come nelle zone vulcaniche, analizzando i Campi Flegrei e Napoli. 

Una puntata pilota che non rimanga l'unica perchè si tratterebbe di uno dei pochi format televisivi sul giornalismo dell'innovazione  che questo secolo ha visto andare in onda.

La narrazione dell'Innovazione non solo in rete, e con essa anche l'inchiesta giornalistica alla scoperta dei perchè e nel tentativo di dare risposte ai quesiti che riguardano il nostro futuro.  

 

francescaferraranewsmaker

Stabilità e Informazione sull'Innovazione

Giornalismo dell’Innovazione.

Raccontare ciò che c’è di nuovo, il trend di una società moderna, anzi, post moderna.

Essere vigili sull’infinito scenario non solo locale ma anche mondiale della ricerca.

Il giornalista, la penna di un giornalista, il lavoro intellettuale del giornalista deve seguire l’onda del cambiamento in un momento di recessione.

Forse, prima di fare osservazione sugli altri, bisognerebbe fare introspezione sul modello di business adottato e fallito.

C'è da domandarsi se esistono dei nuovi modelli di business che possano aiutare l’Editoria a fuoriuscire dalla recessione e a creare i posti di lavoro già persi oltre che a crearne dei nuovi, garantiti ed assicurati, per le penne più valevoli e valide?

Non è forse questo il primo passo da fare per un giornalismo d’innovazione ed una informazione libera?

Avere un budget a disposizione per approfondimenti oltre un comunicato stampa. Avere gli strumenti idonei all'investigazione sul presente, così dinamico e work in progress che è già base di ciò che si chiamerà Futuro, Futuro Prossimo e Innovazione se non lo è già.

 

 

francescaferraranewsmaker

Fare Innovazione. Comunicare Innovazione. Informare sull'Innovazione. Riflessioni a confronto.

«Capire quando l'innovazione è reale e quando non lo sia non è semplice. Tante volte non si capisce cosa è davvero innovazione come l'arrivo del treno alla stazione di La Ciotat  dei fratelli Lumière: il treno arriva nel film e il pubblico in sala fugge. Chi comunica l'innovazione deve non sortire questo effetto. Il pubblico deve poter capire e non fuggire prima di comprendere che il treno che sta arrivando squarcia solo lo schermo della nostra immaginazione». Questa è l’immagine di feedback alla domanda: «Cosa significa comunicare innovazione?» che il designer e media performer Antonio Prigiobbo, esperto di open innovation, mi regala durante uno degli eventi partenopei a tema che riguardano i nuovi fermenti culturali sull’orizzonte dell’innovazione e del social media communication. Prigiobbo continua il discorso spiegandomi che «Innovare è alterare l'ordine delle cose stabilite per fare cose nuove. Le tecnologie oggi ci consentono di fare cose in modo nuovo generando nuovi linguaggi. E attraverso cose e linguaggi nuovi si cambiano anche le relazioni tra le persone».

In altra sede, e sullo stesso argomento, altro punto di vista. «Open innovation è metodologia che si basa sulla teoria ed ipotesi che una azienda dovrebbe allargare il suo raggio d’azione non solo all’interno ma anche al suo esterno. Il processo esiste ed è stato applicato in vari campi e il risultato non è più che il consumatore si limita a comprare il prodotto finale ma è quello che suggerisce all’azienda il prodotto e lo coinventa. Il consumatore che partecipa alla realizzazione del processo produttivo si chiama “pro-sumer”». Il presidente di InnoCrowding, Alexander M. Orlando  affronta l’aspetto del cambiamento del dialogo aziendale verso i consumatori e i nuovi strumenti di conversazione attraverso le applicazioni del social media marketing come, ad esempio, un “corporate” blog.

Sul Giornalismo dell’innovazione Orlando spiega che «questa metodologia e questo shift appartengono  ad un consumatore generico cosciente che in ogni momento la discussione in sé genera innovazione. Il comunicare questo aumenta ancora di più la creatività delle persone che hanno il dono dello scrivere e comporta una maggiore stimolazione alle idee generando cibo per la mente e per le riflessioni anche attraverso il word-of-mouth e il buzz, azioni di marketing non-convenzionale che hanno come punto focale il social networking che genera un riple effect come quando si lancia un sasso nell’acqua calma di un lago».

Giornalismo dell'Innovazione e Innovazione del giornalismo sono i due temi al centro di un dibattito generato dall'avvento di Internet e delle applicazioni Web2.0 che si sono sviluppate e diffuse rapidamente nell'uso quotidiano di consultazione dei contenuti e mash-up della Rete.

Così come cambia spontaneamente il dialogo tra azienda e consumatore dando vita alla figura "prosumer" dell'utente finale, come cambia la figura del giornalista, del cronista di Culture Digitali? Quale innovazione si apporta al ruolo e alle modalità di fare giornalismo?

Ultimamente mi è capitata l'occasione di sviluppare un modello (sperimentale) un parallelismo tra il buzz ambassador e il giornalista multimendiale (newsmaker di rete). Così come le aziende hanno il loro evangelista allo stesso modo l'informazione ha il suo "evangelist" che si potrebbe definire il news ambassador.

Parallelismi e Paradigmi sono fattibili e auspicabili tra le due realtà: mercato aziendale e mercato dell'informazione? Se si, in che modo? Tutte le riflessioni sono work in progress.

francescaferraranewsmaker

A Caccia della Ricerca

Andare "A caccia della Ricerca" è il primo passo perchè per effettuare Ricerca bisogna averne intenzione.

"Fare Ricerca" significa monitorare fatti, persone ed eventi. Intersecare i loro legami, tracciarne una derivata che corrisponda alla Sintesi come risultato di una Tesi e di una Antitesi.

Indagare. Investigare e valutare l'oggetto in questione con una riflessione pluriangolare.

Il giornalista, lentamente, pur mantenendo saldo il legame con la sua radice storica e la sua matrice di formazione, deve spingersi oltre, tra la curiosità e la filosofia di un pensiero transmediale e versatile che si applichi all'ottica di medio-lungo periodo sull'orizzonte dell'open innovation e della multicanalità che può emergere dagli elementi che affiorano durante il percorso del suo ricercare.

Avere una proiezione (ipotetica) del futuro e spingersi fino a verificarne la sua eventuale manifestazione è il movente, o uno di essi, che oggi spinge l'appassionato reporter a mettersi in gioco su un processo di evoluzione che è appena iniziato ed è in pieno work in progress.

francescaferraranewsmaker

Confini tra ricerca, trasferimento tecnologico e innovazione

Per dare un contributo a questo progetto, segnalo un recente paper scritto da Alfonso Fuggetta, AD del Cefriel  e docente PoliMi.
Fuggetta puntualizza le differenze tra ricerca, trasferimento tecnologico e innovazione; lo potete scaricare qui (pdf): The challenge of innovation.
Si tratta di una distinzione importante, che aiuta a orientarsi per distinguere ciò che è nuovo da ciò che non lo è, ciò che è utile, ciò che può apparire inutile nel breve, e che contiene invece i semi di una rivoluzione futura. E distinguere è importante per che l'innovazione la racconta e la deve descrivere, e nel suo piccolo, valutare.
Dunque, Fuggetta traccia questi confini:
- la ricerca è l'insieme delle attività umane finalizzate allo sviluppo e arricchimento della conoscenza;
- l'innovazione è invece l'applicazione dei risultati della ricerca nella società. Nella ricerca il focus è sulla creazione della conoscenza e la scoperta, nell'innovazione la focalizzazione riguarda la trasformazione della conoscenza in qualcosa di utilizzabile in un mercato o nella società;
- il trasferimento tecnologico è il processo di condivisione di competenze, conoscenza, tecnologie, metodologie di produzione etc., con soggetti diversi; ciò consente a un più ampio numero di soggetti di trasformare la tecnologia in prodotti, processi, applicazioni, nuovi materiali e servizi.
Per la mia esperienza e la mia storia, l'innovazione diventa tale quando incrocia un modello d'uso sposato dagli utenti; è la loro risposta alla proposta innovativa che trasforma prodotti, processi, applicazioni, nuovi materiali e servizi in innovazioni. La storia, anche recente, è piena di trovati rimasti tali perché ritenuti inutili dagli utenti.

Giornalismo come ricerca

Credo che il giornalismo possa fare molto per l'innovazione e la competitività del Paese, e ritengo che il  "giornalismo dell'innovazione" sia un tema interessante, appassionante e coinvolgente.
Perché è, imho, un tentativo di raccontare il futuro, come sta facendo De Biase con Venice Session; è anche un modo per liberarsi di due difetti italici:
il provincialismo, che ha come derivate l'autoreferenzialità - tutto ciò che non viene da noi è guardato con sospetto;
e il suo opposto, la subalternità - tutto ciò che è esotico è bello.
Scrivo e leggo nòva perché è estranea a queste due derivate, e perché anni fa, in piena sindrome da declino, ha deciso di far emergere quella parte del Paese che lavora con creatività e applicazione per spingerlo, questo benedetto Paese, lungo la china della competitività.
Guido ha aperto il lab con il video di De Biase sul tema (qui sotto). Una sottolineatura di Luca mi ha colpito come una fucilata, dice più o meno: "ho aperto il blog per restare a contatto con l'innovazione, il blog per me è un modo per fare ricerca e sviluppo".
Beh, è un momento di serendipity quando ti spiegano le tue idee. ;-)

Per cominciare a parlarne...

Il giornalismo dell'innovazione è definito prima di tutto come giornalismo che parla di "innovazione e degli ecosistemi che la producono", ma Luca De Biase, responsabile di Nòva24, ha sottolineato che sul fuoco c'è ben di più in diversi articoli qui e qui.

In sostanza, il problema posto da De Biase è che: "Si può verificare una notizia ma non si può verificare che quella notizia riguardi un fenomeno innovativo: per sapere se una cosa è un’innovazione, in un certo senso, bisogna aspettare il futuro. Ma questo non è possibile. E allora qual è il metodo?"

Infine, un altro tema sollevato da De Biase è la proposta di un giornalismo dell'innovazione che sia partecipe dello stesso processo che descrive. Una proposta interessante, ma che deve avere regole precise per non generare pericoòlosi conflitti d'interesse.

Luca Conti osserva che in Italia se ne parla ancora poco, ma all'estero esiste già un nutrito filone di ricerca sul tema e da diversi anni  a Stanford il programma di Innovation Journalism ("InJo" per gli addetti...) organizza una conferenza sul tema che proprio in questi giorni celebra la sua sesta edizione intitolata "Journalism succeding with innovation".

 

Qui c'è una bella ricerca di Antonio Sofi sull'uso della parola innovazione nella carta stampata italiana che mostra un'inflazione (abuso?) del termine.

 

 

 

 

 

 

 

In video

Un estratto dell'intervento di Luca De Biase sul "Giornalismo dell'innovazione" alla tavola rotonda Netwo/Nòva100.

La società della conoscenza ha fatto dell’innovazione il paradigma fondamentale della sua evoluzione, ma il giornalismo dell’innovazione, sul quale all’estero esiste ormai un avviato filone di ricerca, si definisce per qualcosa di più del settore che descrive. Quali sono i limiti e i metodi del giornalismo che vuole parlare di un fenomeno come l’innovazione, la cui verifica sfugge ai metodi tradizionali perché in parte posticipata nel futuro? E se il giornalismo economico è essenziale per il buon funzionamento di un mercato, qual’è il ruolo dei giornalisti in quell’ecosistema, inevitabilmente complesso, dove nasce l’innovazione?

Il Sole24Ore - Nòva24 aperto questo spazio di discussione dopo un incontro al Festival del Giornalismo di Perugia per raccogliere contributi e riflessioni.