Culturadigitale

di Fabio Di Giammarco

Internet realizza il desiderio universalista di un rabbino del XII secolo

La biblioteca Bodleiana di Oxford ha digitalizzato e messo on line la Mishneh Torah, un preziosissimo e unico manoscritto ebraico compilato da Maimoide nel XII secolo. Le tecnologie digitali hanno permesso di soddisfare, a distanza di secoli, la condizione espressa nel testamento dall’ultimo proprietario del codice (Eleazar vissuto nel XII secolo): “la copia della Torah dovrà essere sempre liberamente ed universalmente disponibile per la consultazione pubblica”.

Ricostituzione virtuale dell'antica biblioteca di Lorsch

Quello che secoli di storia hanno frammentato e disperso, le tecnologie digitali sono oggi  in grado di ricomporre. L’’Università di Heidelberg (in collaborazione con l’Unesco) ha avviato un progetto per per la ricostituzione virtuale su Internet di una delle biblioteche più ricche e importanti dell’Europa medievale: la Biblioteca del monastero di Lorsch, antica custode di un corpus di tesori manoscritti (oggi disseminato in circa 70 biblioteche europee) tra cui il famoso “Evangeliario di Lorsch” considerato il capolavoro assoluto della miniatura carolingia.

Biblioteca digitale della prima guerra mondiale

La Biblioteca digitale della prima guerra mondiale: Europeana 1914 - 1918. Entro il 2014 le biblioteche nazionali di 8 stati europei digitalizzeranno e metteranno sul Web circa 400 mila oggetti digitali tra cui libri, giornali, riviste di trincea, mappe, opuscoli, volantini, medaglie ecc. Un materiale disponibile per la prima volta on line, strumento di supporto per la ricerca storica, e più in generale, importante per il rafforzamento, attraverso la rivisitazione di tante tragiche esperienze su fronti opposti, di una comune identità europea.

Judaica Europeana

Nasce la Biblioteca Digitale della Cultura Ebraica: Judaica Europeana. L’obiettivo è offrire un accesso multilingua on line al secolare contributo ebraico alla storia delle città europee. Tutta la documentazione disponibile sarà digitalizzata (collaboreranno archivi, biblioteche, istituti culturali ebraici, centri yiddish sparsi in tutta Europa). Non solo milioni di pagine di libri e manoscritti (la cultura ebraica è stata prevalentemente una cultura del testo), ma anche per la prima volta registrazioni sonore, dipinti, fotografie, cartoline, manifesti, audiovisivi, come pure edifici, monumenti, cimiteri in tutta Europa. Il grande progetto digitale è organizzato e coordinato dall’Associazione Europea per la Cultura Ebraica e finanziato dalla Commissione Europea.

l’archivio digitale di una delle scrittrici più lette e più saccheggiate al mondo dal cinema e fiction televisive: Jane Austen

Per la prima volta dal 1845 (anno in cui l’archivio della Austen fu smembrato) – grazie al progetto “Austen Manuscripts”- è possibile la riunificazione virtuale di tutti i manoscritti. Le migliaia di pagine digitalizzate ed ora disponibili on line consentiranno a studiosi e soprattutto ai tantissimi appassionati non solo di scorrere le prime stesure dei più famosi romanzi, ma anche di navigare negli scritti privati della Austen e apprezzarne tutta una serie di dettagli come grafia, cancellature, qualità della carta, inchiostri, filigrana ecc.  Inoltre, la digitalizzazione, oltre ovviamente a consentire la preservazione degli originali,  permetterà – cosa che non era stata più possibile dal 1845 - la comparazione sistematica dei contenuti dei manoscritti.

Biblioteca Vaticana: una svolta per la conservazione della cultura in formato digitale?

La Biblioteca Vaticana sta per avviare un grande progetto per la digitalizzazione di oltre 80 mila preziosissimi manoscritti (circa 40 milioni di pagine) tra i quali la versione greca della Bibbia (i cosiddetto Codice B), testi autografi di Petrarca, manoscritti tardo antichi con le opere di Virgilio ecc. Un progetto che potrebbe rappresentare una svolta nella digitalizzazione per la conservazione della cultura. Finora le tecniche di digitalizzazione si sono occupate prevalentemente solo della diffusione della cultura, ma ora la Vaticana sperimenterà il formato FITS che da garanzie di affidabilità, longevità (la NASA lo usa da circa 40 anni) ed economicità, e forse gli ostacoli alla conservazione digitale (poca affidabilità nel tempo dei supporti ed alti costi dei formati) potranno essere finalmente superati con ricadute positive per biblioteche, archivi e centri di documentazione di tutto il mondo.

Filosofia on line: i manoscritti di Kierkegaard

Parte dei manoscritti di Kierkegaard conservati presso la Royal Library di Copenhagen sono consultabili sul web. La pubblicazione on line è basata sul catalogo della mostra "Kierkegaard. The Secret Note", tenutasi nella Round Tower di Copenhagen nel 1996. 

I Plutei digitali

La Biblioteca Laurenziana di Firenze ha digitalizzato i Plutei del Salone Michelangiolesco: una delle più importanti collezioni di manoscritti al mondo è ora disponibile on line.  Si tratta di un tesoro di circa 3.900 codici con oltre 1.350.000 immagini che entro il 2010 sarà completamente riprodotto in digitale grazie ad un investimento del Ministero per i beni e le atttività culturali e con l’apporto tecnologico del sistema informatizzato ATLANTE dell’ italiana Siav-CESEPI.

 Tra i pezzi unici di inestimabile valore che per la prima volta potranno essere consultati da tutti (studiosi e non) via Internet: una rarissima Bibbia amiatina del VIII secolo, e poi testi di Boccaccio, Petrarca, Virgilio Laurenziano, Benvenuto Cellini, copie di Platone ecc.

network sul barocco

Un network sul Barocco per ricercare la comune eredità culturale degli europei. Il Seicento, da secolo di declino e crisi, a punto di partenza per ricostruire la storia e l'identità del progetto europeo.La Commissione europea finanzia (nell’ambito del programma cultura 2007-2013  con budget complessivo 400 milioni) il progetto di ricerca ENBaCH (European Network for Baroque Cultural Heritage): 8 università di 6 paesi europei per ritrovare nelle arti visive, nella letteratura, nei piani urbanistici delle città, nelle biblioteche, negli archivi, nei musei ecc. tracce della cultura e dei modelli culturali del XVII secolo. Una grande ricerca interdisciplinare che nei prossimi anni produrrà:  mostre, circuiti turistici-culturali on line, un atlante storico ed un kit virtuale per giovani storici. Il tutto confluirà in un portale interattivo che avrà la funzione di archivio digitale dell'età barocca europea.

Biblioteca Digitale delle Alpi

Biblioteca Digitale delle Alpi: da libri antichi di viaggio (1540 - 1860) migliaia di illustrazioni delle Alpi con localizzazione spaziale su carta geografica interattiva: uno strumento di conoscenza che consente lo studio di immagini e testi di viaggio.

Schopenhauersource: la filosofia on line

digitalizzato e sul Web il lascito manoscritto di Arthur Schopenhauer, 29 volumi contenenti la genesi di uno dei pensieri filosofici più influenti del XIX e XX secolo.

Codex Sinaiticus on line

La più antica Bibbia del mondo digitalizzata e pubblicata sul Web

Nasce la Biblioteca Digitale del Mediterraneo

Aristhot, la prima biblioteca digitale sulle scienze del Mediterraneo: manoscritti, carte geografiche ed altre risorse digitalizzate per un totale (al momento) di circa 210 mila documenti. Al progetto partecipano 14 partner appartenenti all'Unione Europea, all'area africana e mediorientale.

Shakespeare Quartos Archive

Interessante progetto della Bodlein Library di Oxford, della Folger Shakespeare Library di Washington e dell'Istitute for Technology in the Humanities dell'Università del Maryland, per la realizzazione di una Biblioteca Digitale con le versioni elettroniche delle 75 commedie scritte da Shakespeare prime del 1641: le rare e preziose edizioni "in quarto".

Europeana al via

Pronta la versione DEMO per una consultazione online degli addetti ai lavori e degli utenti, poi da novembre 2008 dovrebbe partire il portale trasversale del patrimonio culturale e scientifico europeo con i primi 2 milioni di oggetti digitalizzati: libri, fotografie, carte, suoni, film, documenti d'archivio ecc.

Allarme per il declino della lettura tra i giovani

2 studi, uno britannico e l'altro USA, lanciano l'allarme.

Information Behaviour of the Researcher of the Future

Commissionato dalla British Library e dal Joint Information Systems Committee si concentra sulla “Google Generation” (i nati dopo il '93).

To Read or Not To Read. A Question of National Consequence del National Endowment for the Arts – Office of Research & Analysis di Washington DC, fa invece un esame a più ampio raggio.

Le conclusioni sono molto simili: i rischi, in prospettiva, sono grandi, e non solo dal punto di vista culturale, ma anche sociale, economico e produttivo.

Le soluzioni? la politica, l'editoria, la famiglia. Più concretamente, l'intermediazione della scuola, delle biblioteche digitali e forti dosi di Information Literacy

 

 

Library of Congress e Flickr: Biblioteche e Web 2.0

E' una delle prime 3 mila immagini che la Library of Congress ha deciso di mettere a disposizione su Flickr. Iniziativa da cui può nascere - per le biblioteche - un nuovo modello di disseminazione delle informazioni e soprattutto un arricchimento informativo dei patrimonio digitalizzati attraverso il tagging dal basso.

Biblioteca Digitale Italiana

Presentato il sito: dovrebbe dare visibilità ai progetti di digitalizzazione realizzati negli ultimi anni e che hanno riguardato 3 aree tematiche: musicale, storico-letteraria e scientifica

 

World Digital Library

La Biblioteca del Congresso americano e l'Unesco lo scorso 22 ottobre hanno annunciato l'avvio del progetto per la Biblioteca Digitale Mondiale. Progetto ambizioso che forse ha qualcosa in più dei precedenti ed altrettanto ambiziosi progetti: sette lingue di base (arabo, cinese, russo, inglese, francese, spagnolo e portoghese), il sostegno di imprese private a cominciare da Google, la professionalità garantita dalla Library of Congress e da altre istituzioni bibliotecarie mondiali. Insomma, per la prima volta  un approccio che sembra davvero universalistico garantito dal network globale dell'Unesco.

Europeana: l'antipasto della Biblioteca Digitale Europea

La scorsa primavera è stata presentata la Biblioteca digitale “Europeana”, anticipazione francese della futura Biblioteca Digitale Europea (BDE): Dodicimila testi on line - per la maggior parte della Bibliotheque Nazionale de France ma anche della Biblioteca Nazionale ungherese e portoghese – che presto diventeranno centomila.

Patrimonio che dovrebbe confluire -  entro il 2010 -  nella BDE, distributore finale dei contenuti digitali provenienti dalle biblioteche e dagli archivi di tutta Europa.

Insomma, la digitalizzazione della conoscenza umana appare una sfida sempre più aperta, anche perché, come ha ammesso Jens Redmer – responsabile dei progetti Google per l’Europa – nonostante gli archivi digitali realizzati che già raccolgono milioni e milioni di testi: “la maggior parte dell’informazione ancora risiede fuori dalla Rete”.

La Biblioteca Digitale Europea: un'impresa titanica

La Biblioteca digitale europea, un’impresa titanica – ispirata dalla Francia -  nata per contrastare la “colonizzazione anglofona” del sapere diffuso via internet, ma soprattutto quel “gigantismo effimero privo di  selezione culturale e di garanzie di  lunga durata conseguenza” impersonato dall’iniziativa privata e commerciale di Biblioteca Universale targata Google.

  Impresa titanica che si prefigge – entro il 2010 – di convertire in digitale buona parte del  patrimonio culturale europeo stimato in più di 2 miliardi di libri stipati nelle biblioteche  ed in circa 200 milioni ore/trasmissione - concernenti materiale audiovisivo - conservate queste negli archivi del continente.  

Impresa che s’inserisce in una strategia più generale della Commissione , denominata i2010, tesa ad incentivare l’economia e la cultura digitale.

  Tuttavia, anche gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione del progetto sembrano altrettanto titanici: reperimento delle risorse finanziarie (la formula dovrebbe essere quella del  cofinanziamento, cioè la Commissione ne finanzierà  una parte, mentre per la restante si rimanda ad un generico intervento di sponsor privati), l’avvio di una campagna di digitalizzazione a tappeto, visto che a tutt’oggi risulta convertito in formato digitale soltanto l’1% del patrimonio culturale europeo, ed infine una soluzione credibile rispetto all’annosa questione del copyright, sulla quale anche il progetto Google in qualche modo è rimasto finora incagliato. 

Intanto, si cerca con diverse iniziative (vedi video) di creare un consenso culturale intorno alla Biblioteca Digitale Europea nel tentativo di far partire,sviluppare e diffondere –  dal punto di vista culturale - un processo di costruzione di un’identità europea almeno in formato digitale.

La Bibliothèque Numérique favorisera la diversité culturelle

libri, biblioteche universali, memorie digitali e futuro della memoria

Come ha scritto lo storico francese Roger Chartier: “il sogno di una biblioteca che riunisca tutti i saperi accumulati, tutti i libri mai scritti, ha attraversato la storia della civiltà occidentale”.  

Anticamente, più di una volta, l’impossibile è sembrato possibile: a Ninive per volontà del grande re assiro Assurbanipal, a Pergamo grazie al mecenatismo di Eumene II, ma soprattutto ad Alessandria dove la conquista di “tutto il sapere umano” sembrò cosa fatta fino a che le fiamme – riducendo in cenere i suoi 700 mila rotoli di papiro – cancellarono ogni ambizione di universalità.  

la biblioteca universale si è poi fatta mito letterario. “…qualsiasi cosa al mondo esiste per finire in un libro” scrive Mallarmé, e poi metafora, specchio e misura del mondo, ma anche custode di altri mondi pensati, sognati, ancora di là da venire.  E se nelle pagine di Allan Poe troviamo solo biblioteche immaginarie, in quelle di Borges compare una biblioteca fantastica ma nel segno della premonizione: la Biblioteca di Babele che  corrisponde ad un universo le cui misure coincidono con l’informazione in esso contenuta.  

E’ l’anticipazione di quello che accadrà con la rivoluzione digitale. La Biblioteca di Babele non è altro che l’odierna Internet:  il sogno di una biblioteca che riunisca tutti i saperi accumulati” . 

Oggi, le digital libraries di Google, Internet archive, Microsoft ecc. – progetti per raccogliere e riversare in rete i saperi umani – attraverso i loro –  spesso roboanti -  annunci, sembrano  fare a gara nel voler riproporre le visionarie mire universalistiche dell’antichità. Una sfida tra l’altro non più circoscritta al tradizionale mondo della cultura, ma estesa ad altri domini: quello della tecnologia, dell’economia, del diritto ecc.  

Tuttavia, a ben guardare, il nocciolo duro è sempre lo stesso: organizzare l’informazione del mondo. Ma come farlo nell’era digitale? Anche perché - come ci ricorda sempre Borges  nel racconto  “Funes el memorioso” - la memoria onnicomprensiva e ridondante può uccidere il pensiero invece di generarlo.

Antichi saperi e nuovi media: viaggi tra parole, reti e bit