Come ha scritto lo storico francese Roger Chartier: “il sogno di una biblioteca che riunisca tutti i saperi accumulati, tutti i libri mai scritti, ha attraversato la storia della civiltà occidentale”.
Anticamente, più di una volta, l’impossibile è sembrato possibile: a Ninive per volontà del grande re assiro Assurbanipal, a Pergamo grazie al mecenatismo di Eumene II, ma soprattutto ad Alessandria dove la conquista di “tutto il sapere umano” sembrò cosa fatta fino a che le fiamme – riducendo in cenere i suoi 700 mila rotoli di papiro – cancellarono ogni ambizione di universalità.
la biblioteca universale si è poi fatta mito letterario. “…qualsiasi cosa al mondo esiste per finire in un libro” scrive Mallarmé, e poi metafora, specchio e misura del mondo, ma anche custode di altri mondi pensati, sognati, ancora di là da venire. E se nelle pagine di Allan Poe troviamo solo biblioteche immaginarie, in quelle di Borges compare una biblioteca fantastica ma nel segno della premonizione: la Biblioteca di Babele che corrisponde ad un universo le cui misure coincidono con l’informazione in esso contenuta.
E’ l’anticipazione di quello che accadrà con la rivoluzione digitale. La Biblioteca di Babele non è altro che l’odierna Internet: “il sogno di una biblioteca che riunisca tutti i saperi accumulati” .
Oggi, le digital libraries di Google, Internet archive, Microsoft ecc. – progetti per raccogliere e riversare in rete i saperi umani – attraverso i loro – spesso roboanti - annunci, sembrano fare a gara nel voler riproporre le visionarie mire universalistiche dell’antichità. Una sfida tra l’altro non più circoscritta al tradizionale mondo della cultura, ma estesa ad altri domini: quello della tecnologia, dell’economia, del diritto ecc.
Tuttavia, a ben guardare, il nocciolo duro è sempre lo stesso: organizzare l’informazione del mondo. Ma come farlo nell’era digitale? Anche perché - come ci ricorda sempre Borges nel racconto “Funes el memorioso” - la memoria onnicomprensiva e ridondante può uccidere il pensiero invece di generarlo.